idrocefalo in neurochirurgia a Bologna

Trattamento dell’idrocefalo in neurochirurgia a Bologna

Il sistema nervoso centrale e periferico può essere colpito da molte patologie di diversa origine, le stesse spesso necessitano di una trattamento chirurgico in quanto non curabili con terapia medica, in questo caso la neurochirurgia a Bologna esegue interventi di alta complessità, assicurando al paziente la massima professionalità e tecnologie avanzate. Una patologia che negli anni ha avuto notevoli benefici dalle nuove tecnologie è l’idrocefalo.

L’idrocefalo

idrocefalo in neurochirurgia a BolognaL’idrocefalo è una patologia caratterizzata da un eccesso di liquor che si accumula nello spazio ventricolare o meningeo. I sintomi sono causati dall’aumento di pressione intracranica che porta a convulsioni, disturbi dell’umore, aumento della circonferenza del cranio, disturbi dell’apprendimento.
Per avere una corretta diagnosi oltre ai sintomi si valutano anche esami diagnostici, in particolare si può eseguire una risonanza magnetica in grado di porre in evidenza l’accumulo di liquor e valutare anche la dinamica del flusso.

Si eseguono, inoltre, l’ecografia e la tomografia computerizzata, si tratta di esami indolore a cui possono essere sottoposti anche i bambini.
Per valutare la morfologia delle arterie, si può eseguire un’arteriografia, in questo caso per avere una migliore visuale si procede prima all’iniezione di un mezzo di contrasto. Infine, si può valutare la pressione endocranica attraverso uno specifico test, in questo caso con una semplice puntura viene prelevato del liquor tra le vertebre.

Trattamento in neurochirurgia a Bologna per idrocefalo

L’idrocefalo è molto pericoloso soprattutto nei primi 4 anni di vita, per questo motivo una diagnosi precoce può aiutare a salvare la vita del paziente o comunque può permettere un intervento prima di danni al cervello. Il trattamento è di tipo chirurgico e in neurochirurgia a Bologna è possibile eseguire lo Shunt chirurgico, intervento ad oggi maggiormente applicato.

Si tratta di un sistema di drenaggio, formato da un tubicino, realizzato in silicone e plastica di cui un’estremità, dotata di una valvola, è posizionata nel ventricolo cerebrale, mentre l’altra è collocata in una parte del corpo, solitamente addome, da cui il liquor può defluire senza creare danni ed essere smaltito.

Le valvole utilizzate possono essere di due tipi, cioè a pressione fissa, in questo caso viene preimpostato il livello di pressione al cui verificarsi si apre per far defluire il liquor, oppure possono essere a pressione variabile, in questo caso il chirurgo può, attraverso uno strumento magnetico, modificare il livello di pressione che porta all’apertura della valvola.

E’ possibile anche applicare una valvola con serbatoio, particolarmente utile se il chirurgo vuole verificare periodicamente il funzionamento, oppure se è necessario analizzare il liquor. Dopo lo shunt i ventricoli cerebrali ritornano a dimensioni normali.

Si tratta di un intervento non particolarmente complicato che dura meno di un’ora, ma con il tempo potrebbero verificarsi delle infezioni e in questo caso è necessaria una cura antibiotica.
Una seconda possibilità di intervento chirurgico è rappresentata dalla ventricolo-stomia, in questo caso il chirurgo pratica un piccolo foro nel ventricolo o tra i due ventricoli, questo serve a drenare il liquor in eccesso al di fuori del cervello. Anche in questo caso sono possibili delle complicanze perché con il tempo il foro potrebbe chiudersi.

Infine, è possibile la cauterizzazione o rimozioni della parte da cui origina il liquor.