Il nuovo algoritmo Google Hummingbird: che cosa implica dal punto di vista SEO?

Google Hummingbird è un algoritmo che il celebre motore di ricerca ha lanciato in tempi molto recenti, e che ha subito suscitato grande interesse e curiosità.

Le peculiarità di questo algoritmo hanno portato molti webmaster a considerarlo come una vera e propria “rivoluzione”, oppure, in modo ancor più catastrofico, come la “morte” delle attività di SEO; nulla di più sbagliato, anzi Google Hummingbird richiede, negli interventi SEO, una professionalità ed una conoscenza di livello ancor più elevato.

Perché “Hummingbird”?

Il nome di questo algoritmo, Hummingbird appunto, significa “colibrì”, un uccello che riesce, grazie al suo volo estremamente preciso ed al suo becco sottile, a cibarsi del nettare dei fiori.

Non è certamente casuale se per Google Hummingbird è stato scelto questo nome: questo algoritmo, infatti, è stato ideato proprio per rendere le ricerche da parte dei navigatori ancor più precise, dunque per presentar loro dei risultati ancor più pertinenti.

Si può certamente affermare che Google Hummingbird ha potenziato le capacità, da parte del motore di ricerca, di capire cosa sta realmente cercando l’utente, e quali sono i risultati che possono rivelarsi più interessanti sulla base della query che ha digitato.

Risultati più “intelligenti”

Google dunque riesce, grazie a Google Hummingbird, a rispondere alle query dell’utente in modo molto preciso, esauriente, e soprattutto aldilà della corrispondenza tra le keyword della query e quelle dei contenuti testuali proposti tra i risultati.

Google Hummingbird, insomma, ha delle straordinarie capacità semantiche: non solo riesce a comprendere quali sono i reali bisogni dell’utente sulla base della sua ricerca, ma riesce anche a valutare i contenuti di migliaia e migliaia di siti web, individuando quelli che possono effettivamente fornire al navigatore la migliore “risposta”.

Google Hummingbird, inoltre, può organizzare i risultati proposti anche sulla base della posizione geografica dell’utente, anche grazie ad un altro importante algoritmo di ricerca recentemente lanciato, ovvero Google Pigeon.

Hummingbird e le Long Tail

Sono davvero moltissimi i casi in cui Google Hummingbird può “intervenire”, affinando i risultati della ricerca; per quanto riguarda le query composte da un’unica keyword, ovviamente, l’apporto di questo algoritmo è poco rilevante, mentre relativamente cosiddette Long Tail, ovvero query di ricerca lunghe ed articolate, come ad esempio le classiche “domande” che gli utenti rivolgono a Google, il “colibrì” può influire non poco sui risultati.

I risvolti sul piano SEO

algoritmi seoCome detto, dinanzi a questa innovazione gli interventi SEO non vedono certo ridurre la propria importanza, al contrario sono sempre più necessarie delle ottimizzazioni di qualità se ci si vogliono assicurare dei risultati di livello.

Dal punto di vista tecnico, il principale risvolto legato al lancio di Google Hummingbird corrisponde certamente ad una minore importanza delle keyword: l’utilizzo strategico delle parole chiave nei testi, dunque, è certamente da considerarsi un aspetto secondario rispetto alla qualità dei contenuti.

Questa, d’altronde, non può essere considerata come una novità assoluta: Google ha sempre dichiarato di non amare qualsiasi tipo di “sovraottimizzazione“, e con il lancio di due altri importanti algoritmi, esattamente Google Panda e Google Penguin, è intervenuto con pensanti penalizzazioni nei confronti dei siti che non rispondevano in modo adatto ai propri parametri di qualità.

Google Hummingbird rappresenta, in questo senso, un ulteriore conferma dal punto di vista SEO: per garantire ad un sito web un buon posizionamento nei motori di ricerca, nonchè una buona visibilità, la cura redazionale dei testi è un aspetto prioritario, e la singola pagina deve, in generale, saper soddisfare il visitatore per completezza e pertinenza delle informazioni.

Fonte: articolo gentilmente offerto dall’agenzia seo Pro Web Consulting